Il Murex pecten

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Quando il Murex pecten, che vive sui fondali circalitorali sui 35-60 metri di profondità, striscia su di essi, le rastrelliere di spine della sua conchiglia, in particolare quella che si diparte dal suo lungo canale sifonale sullo stesso piano dell’apertura, svolgono la stessa funzione di una gabbia per gli squali.

Il mollusco si muove infatti nella direzione verso cui punta il tubo sifonale e tale rastrelliera che risulta naturalmente parallela al fondo, forma come una grata difensiva al di sotto della quale il capo, i sui tentacoli e il piede muscolare si possono con ogni libertà estendere, ma rimanendo costantemente protetti dagli assalti di tutti i predatori di dimensioni prossime a quelle del Murex pecten. La rastrelliera di spine prodotta per penultima, quella che nel mollusco punta verso l’alto, assolve invece una funzione difensiva principalmente verso i predatori piu grossi, quelli che potrebbero volere tentare il “boccone unico”.

Quanto alla “gabbia”, essa ha anche altre due funzioni non proprio secondarie: è un notevole elemento stabilizzatore che rende meno facile capovolgere la conchiglia per metterne allo scoperto l’apertura. Inoltre il mollusco può comportarsi allo stesso modo per trattenere ingabbiate sotto le sue spine le proprie prede e mangiarsele senza il timore che fuggano o che gli possano venir sottratte.

Per rendere ancora più efficiente la protezione offerta dalla conchiglia, ogni nuovo accrescimento avviene a velocità spasmodica: i murici di questo gruppo di accrescono a colpi di 1/3 di avvolgimento per volta, accrescimento che compiono in 2-15 giorni ogni 3-6 mesi. Nel periodo di accrescimento inoltre i molluschi si nascondono, rendendo ancora più difficile la cattura da parte dei predatori.