Cos’è un olotipo?

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Quando una nuova specie viene descritta si designa l’olotipo, un esemplare sul quale si basa la descrizione stessa e che viene depositato in un Museo.

Nuove specie di molluschi venivano e vengono scoperte continuamente. Una volta che lo studioso si è accertato, confrontandosi con la comunità scientifica, che si tratta di una specie nuova, egli redige una descrizione della specie, basandosi su una o più esemplari. Oggi come in passato, chi deposita tale descrizione diventa l'”Autore” della specie e il suo nome resta collegato al nome stesso della specie.

L’esemplare o gli esemplari su cui si basa la descrizione, vengono depositati in un Museo o altra istituzione scientifica, in modo da essere a disposizione di ogni studioso che voglia a sua volta studiarli e diventano gli esemplari “tipici” della specie. Visto che questa pratica è utilizzata oramai da alcuni secoli, esistono oggi diversi termini utilizzati per indicare i “tipi” su cui si sono basate le descrizioni. Ecco un breve riassunto:
olotipo, il singolo esemplare su cui si è basata la descrizione della specie;
sintipo, se per descrivere la specie vengono usati più esemplari (una serie), e nessuno di questi viene indicato come olotipo, ciascun esemplare utilizzato è detto sintipo;
paratipo, nella serie può venir scelto un olotipo, gli altri esemplari saranno paratipi;
lectotipo, è il sintipo scelto successivamente come campione tipico unico e fa sì che gli altri esemplari della serie vengano indicati come paralectotipi;
neotipo, è l’esemplare che viene indicato come tipico quando quelli originali vengono persi.