I Muricidi (Muricidae Rafinesque, 1815) sono una delle famiglie di gasteropodi marini più ampie e più amate dai collezionisti: comprendono circa 1.700 specie viventi, i murici, famosi per le conchiglie ornate di spine e fronde e per la porpora che se ne ricavava nell’antichità. Vivono in tutti i mari, dalla zona di marea fino a grandi profondità, soprattutto su fondali rocciosi e coralligeni, ma alcune specie anche su sabbia e fango.
Come si riconoscono
La conchiglia dei Muricidi è molto varia, ma nella maggior parte delle specie è fusiforme, con una spira ben sviluppata e un canale sifonale che può essere corto o lunghissimo. Il carattere più tipico sono le varici: rilievi trasversali che l’animale forma a intervalli regolari durante la crescita, spesso tre o più per giro, ornati di spine, tubercoli o fronde. L’apertura si chiude con un opercolo corneo.
Proprio per questa variabilità, e per l’alto numero di specie, la determinazione non è sempre facile, soprattutto per quelle piccole; anche la classificazione dei generi è stata più volte rivista. Per i nomi aggiornati conviene sempre controllare WoRMS (vedi Sistematica e tassonomia).
Predatori che perforano le conchiglie
I Muricidi sono carnivori e predatori attivi: si nutrono di bivalvi come cozze, ostriche e vongole, di altri gasteropodi, di cirripedi (i «denti di cane» degli scogli) e di vermi marini. Molte specie raggiungono il mollusco dentro il guscio forandolo: alternano l’azione della radula a quella di un organo del piede che secerne sostanze capaci di ammorbidire il carbonato di calcio. Il risultato è un foro rotondo dalle pareti quasi diritte. Sulle valve spiaggiate si trovano spesso anche fori simili ma svasati, a forma di imbuto: sono opera dei Naticidi, l’altra grande famiglia di gasteropodi perforatori.
Per questo alcune specie sono considerate dannose negli allevamenti di molluschi, come Ocenebra erinaceus per le ostriche. Fanno eccezione i Coralliofilini (generi Coralliophila, Latiaxis e affini), un tempo considerati una famiglia a parte: sono privi di radula e vivono associati a coralli e anemoni di mare, di cui si nutrono.
I generi più noti
- Murex, il genere tipo della famiglia: specie di medie dimensioni, con tre varici per giro e un canale sifonale diritto, sottile e molto lungo. Tra le più spettacolari ci sono Murex pecten e Murex troschelii.
- Chicoreus: specie di dimensioni medie o grandi, con varici ornate da fronde ramificate. Alcune, come Chicoreus ramosus e Chicoreus palmarosae, sono molto collezionate.
- Bolinus e Hexaplex: i murici più comuni del Mediterraneo, Bolinus brandaris (un tempo Murex brandaris) e Hexaplex trunculus, che si trovano spesso anche in pescheria.
- Ocenebra: specie piccole o medie, con conchiglie fittamente scolpite. Nel Mediterraneo e nell’Atlantico vive Ocenebra erinaceus.
- Latiaxis e Coralliophila: conchiglie delicate e finemente scolpite, bianche o con sfumature rosa e violette; Latiaxis mawae, con la spira appiattita e le spine sulla spalla, è tra le più ricercate.
- Rapana: specie grandi, a spira bassa e con l’ultimo giro molto ampio. Rapana venosa, originaria del Pacifico nord-occidentale, è stata introdotta nel Mar Nero negli anni Quaranta e dagli anni Settanta è presente anche nell’Alto Adriatico, dove preda i bivalvi.
- Le «porpore» (generi un tempo riuniti in Thais): conchiglie tozze, con canale sifonale breve, tipiche delle coste rocciose. Molto caratteristica è Trochia cingulata (un tempo Thais cingulata), con robusti cordoni a spirale, delle coste di Namibia e Sudafrica.
I murici e la porpora
Da alcuni Muricidi del Mediterraneo, soprattutto Bolinus brandaris e Hexaplex trunculus, si ricavava la porpora, il colorante più prezioso dell’antichità. Si otteneva dalla secrezione di una ghiandola del mollusco, che all’aria e alla luce passa dal giallastro al rosso porpora o al violetto. Servivano migliaia di animali per tingere un solo tessuto: per questo la porpora divenne simbolo di ricchezza e di potere, legata in particolare alla città fenicia di Tiro.
I Muricidi in collezione
Per chi inizia, i murici sono tra le conchiglie più facili da procurarsi in modo consapevole: Bolinus brandaris e Hexaplex trunculus si vendono in pescheria (in Veneto i «garusoli») e, una volta mangiati, le conchiglie vanno solo pulite e cartellinate, indicando la provenienza (vedi Come procurarsi le conchiglie). Le specie con spine e fronde richiedono più attenzione nella pulizia: le parti più sottili si spezzano facilmente.
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