Le conchiglie ci guardano!

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Fra i Bivalvi c’è un gruppo che ha saputo risalire la china di un’evoluzione che li aveva semplificati e ridotti ad una vita o infossata nei fondali o fissata agli scogli. Si tratta dei Pettinidi, che hanno nella provincia Atlanto-Mediterranea rappresentati in prevalenza minuscoli, ma fantasiosissimi nelle colorazioni e disegni.

Oltre alla bellezza delle conchiglie, questi bivalvi hanno due peculiarità evolutive che li pongono su un altro livello rispetto ad altri: i Pettini hanno gli occhi e sanno nuotare!

I Bivalvi sono provvisti di testa (Acefali) e di conseguenza anche di occhi e non nuotano. Ma i Pettini hanno un unico robusto muscolo centrale che fa forza sulle due pareti della conchiglia e chiudendole di scatto provocano una forte uscita d’acqua che li fa praticamente nuotare a propulsione a getto, a reazione nell’acqua. A questo scopo, per realizzare dei getti più diretti, servono anche le scalanature più o meno pronunciate delle loro conchiglie.

Questo permette loro di scattare via non appena sono minacciate dai predatori come le stelle marine. In caso di altri predatori, come ad esempio i Buccini che cercano di divaricare le valve per inserire la loro bocca proboscidata e strappare a morsi la carne dei molluschi, i Pettini usano un potete sbuffo d’acqua per spingere via l’intruso.

Veniamo in fine agli occhi: tutti in circolo lungo i bordi interni della conchiglia si vede una corona di un centinaio di capocchiette di spillo lucenti. Sono occhi, strutturati come quelli dei vertebrati, con la loro regolare lente (il cristallino), la retina con due tipi di cellulare fotoricettive organizzate in due strati sensibili, uno ai chiari l’altro agli scuri, e il nervo ottico relativo.

I Pettini vivono in genere poco distanti dalle coste, preferibilmente su fondali sabbiosi, sovente in banchi di consistenza considerevole ed alcune specie in profondità abissali.

Non tutti sono nuotatori: gli appartenenti al genere Chlamys, ad esempio, dopo un periodo di indipendenza si depositano sul substrato e vi si attaccano con fili di bisso.